"IKEA è socialmente responsabile. IKEA è impegnata nella difesa dell’ambiente. IKEA è al servizio del maggior numero possibile di persone. IKEA vuole migliorare il nostro quotidiano. IKEA ci ama."
Così vuole apparire agli occhi del grande pubblico la multinazionale del prêt-à-habiter. Ma la sua immagine di azienda etica è frutto di pratiche effettivamente responsabili o solo di un’ottima strategia di comunicazione?
L’ONG belga Oxfam-Magasins du monde ha voluto saperne di più e ha avviato un’inchiesta per far luce sulle modalità di lavorazione dei prodotti IKEA, sul sistema di approvvigionamento del legname e sull’applicazione delle norme di rispetto ambientale, sulle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti diretti e di quelli dei suoi subappaltatori.
La conclusione è che gli impegni assunti da IKEA, per quanto lodevoli e concreti, sono insufficienti a garantire soluzioni accettabili per la salvaguardia dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Tanto più che, nell’ottica di un riserbo portato all’estremo, i suoi bilanci e i controlli effettuati in base al codice di condotta interno all’azienda (IWAY) non sono accessibili al pubblico.
domenica 11 novembre 2007
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Ikea: un mito da smontare? |
sabato 29 settembre 2007
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Test per valutare i cosmetici |
ICEA Cosmetic Check. Il programma riconosce ognuna delle quasi 9000 sostanze, in costante aggiornamento, registrate nell’inventario europeo degli ingredienti utilizzabili dall’industria cosmetica (Inci). Quando si dà il via al processo di valutazione, Bio-check valuta gli ingredienti inseriti, e li divide in “buoni” e “cattivi”. I “buoni”, visualizzati in verde, sono quelli eco e dermocompatibili, che non contengono Ogm né sostanze chimiche di sintesi, non sono tossici, né producono effetti indesiderati sul corpo umano. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i “cattivi”, che pur essendo a norma di legge, le aziende più attente scelgono di non adottare (petrolio, petrolati, parabeni eccetera).
Come per il Food Check (vedi post precedente), il Cosmetick Check è scaricabile gratuitamente dal sito www.icea.info.
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Test per valutare gli additivi nei cibi che compriamo |
Si chiama ICEA Food Check ed è un semplice test ecologico per verificare da soli se gli additivi di un prodotto alimentare che abbiamo acquistato sono compatibili con un prodotto biologico. Sarà sufficiente indicare negli appositi spazi del programma informatico scaricabile da internet gli additivi base di un prodotto (acido citrico, pectina, ecc), obbligatori sulla confezione, e premere un tasto per sapere se rientrano nell’elenco delle sostanze consentite dalla certificazione biologica.
Icea-check food valuta gli additivi alimentari inseriti e li divide in “buoni” e “cattivi”. I “buoni”, visualizzati in verde, sono quelli eco, i più blandi e ammessi dal regolamento comunitario per la produzione biologica. Tutti gli altri, evidenziati in rosso, sono i “cattivi”, che pur essendo a norma di legge, vengono evitati dalle aziende più sensibili alle preferenze dei consumatori.
Icea-check food è realizzato da Icea, il principale organismo italiano per la certificazione del biologico. Per scaricare il programma basta registrarsi al sito www.icea.info.
sabato 15 settembre 2007
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Acquisti pubblici ecologici: seminario informativo a Brindisi |
Questa è una presentazione standard che uso per i seminari informativi sugli acquisti pubblici ecologici a cui intervengo come relatrice. Si basa sull'esperienza di consulenza in materia di Green public procurement che ho svolto in Australia l'anno scorso e che ha dato ottimi risultati.
Il prossimo seminario si terrà Venerdì 21 settembre a Brindisi, Palazzo della Provincia, Salone di Rappresentanza, dalle 9.30 alle 13.